Storia: Fin dalle sue origini, la storia della biblioteca è stata contraddistinta dall’acquisizione di donazioni elargite da personaggi legati al contesto culturale locale, come documentato da una lettera del 22 marzo 1923 inviata da Armando Luise, primo presidente della Corporazione musicale “Luisa D’Annunzio” a Gabriele D’Annunzio, al fine di interessarsi presso gli amici artisti acciocché «ciascuno inviasse un lavoro per […] formare un vero museo di arte». Tracce del fermento culturale di quegli anni sono attestate dalla presenza di partiture di musica a stampa donate da alcuni degli intellettuali e artisti che collaborarono alla stesura del “Manifesto della Corporazione” del 1927 e che animavano in quegli anni il mondo della letteratura, della musica, del teatro, della pittura e del giornalismo. In questo nucleo originario, costituito da esemplari caratterizzati da un numero di catena a matita blu sulla coperta; è stato possibile rintracciare i volumi donati dal musicologo e critico Raffaello De Rensis, dai compositori Camillo De Nardis, Costantino Palumbo, Antonio Scontrino, Achille Longo e del commissario prefettizio del Liceo musicale Pietro Ferro. Tra le accessioni del tempo va ricordata, inoltre, la donazione di circa 300 volumi della biblioteca personale del violinista Lino Ferrante contenente prevalentemente musica d’insieme per archi edita tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. L’importanza di costituire una raccolta bibliografica che fosse di supporto alle attività didattiche e concertistiche dell’Istituto venne ben presto sostenuta da Pietro Ferro che subentrò a Liviabella nella carica di direttore e che dimostrò fin dall’inizio del suo mandato l’intenzione di istituire una biblioteca di Istituto. Nel 1932, le voci di spesa rendicontate dalla Corporazione musicale “Luisa D’Annunzio” nel bilancio del primo esercizio finanziario del Liceo musicale testimoniano l’impegno di spesa di Lire 454,20 per l’acquisto di pubblicazioni musicali per vari organici strumentali, canto, musica da camera e orchestrale, che incrementeranno il piccolo nucleo bibliografico originario. Il 16 ottobre 1935, a pochi giorni dal pareggiamento ai conservatori statali, Pietro Ferro, nel resoconto inviato al Ministero dell’Educazione Nazionale, chiede la concessione di un fondo straordinario di lire 10.000 per l’acquisto di libri necessari per l’«impianto della biblioteca», alla cui supervisione fu destinato inizialmente un «Segretario di ruolo con l’obbligo della biblioteca». Di lì a poco, con il pareggiamento ai conservatori statali (R.D. 30 ottobre 1935 n. 1991), il Liceo musicale si sarebbe trasferito nella nuova sede di proprietà dell’abate di Pescara don Pasquale Brandano e un’aula del primo piano sarebbe stata destinata in modo esclusivo alla biblioteca. Nel primo bilancio finanziario di previsione del Liceo pareggiato (1936/37) vengono previste, oltre alle già menzionate spese straordinarie per l’istituzione della biblioteca, 250 Lire di spese ordinarie da destinare al rinnovo degli abbonamenti alle riviste musicali correnti. Nel 1937 viene istituita formalmente la figura di «Addetto alla biblioteca»e due anni più tardi, nella relazione del Commissario prefettizio Giovanni Landi, si sottolinea la necessità di autorizzare – «dietro il parere del Maestro Ferro» – la spesa per l’acquisto di «opere per arricchire, com’è desiderio del Ministero, la biblioteca». A partire dal 16 agosto 1940 la sede viene nuovamente trasferita presso il Teatro Kursaal Pomponi dove rimane fino al 1943, quando, a causa della guerra e dei bombardamenti sulla città, il Liceo venne chiuso. I frequenti spostamenti di sede e, soprattutto, gli eventi bellici, provocarono ingenti perdite della raccolta bibliografico-documentaria che venne quasi completamente dispersa e iniziò a essere lentamente ricostruita solo dopo la liberazione di Pescara (10 giugno 1944), in concomitanza con la ripresa dell’attività didattica. Durante il periodo post-bellico, nonostante il Registro dei verbali delle assemblee della Corporazione testimoni l’attenzione al ripristino del patrimonio bibliografico, il nuovo trasferimento nella sede provvisoria dello scomparso edificio Pomponi in Piazza 1° Maggio causò ulteriori dispersioni del patrimonio librario. Finanche nel 1947, alcuni studenti della scuola di Canto denunciavano la mancanza di un insegnante di Arte scenica e degli spartiti delle opere liriche in una lettera indirizzata al Prefetto della Provincia di Pescara. Successivamente, la raccolta bibliografica poté essere ricostruita anche grazie alle donazioni di alcuni docenti che lasciarono al Liceo a cui erano professionalmente legati i propri fondi librari. A partire dal 1949, grazie a sussidi elargiti alla Corporazione da associazioni culturali, cittadini e istituti bancari, furono acquistati libri destinati a rinnovare il patrimonio bibliografico che venne ricostruito completamente. Tuttavia, solo cinque anni più tardi, la relazione annuale del nuovo direttore Rosolino Toscano al Consiglio di amministrazione del Liceo e al presidente della Corporazione musicale, pur accennando a un graduale miglioramento della dotazione libraria della biblioteca, anche in seguito a pubblicazioni inviate dal Ministero e da alcune case editrici, e agli acquisti delle opere definite «indispensabili», denuncia l’inferiorità e l’inadeguatezza del patrimonio bibliografico pescarese nel panorama delle biblioteche dei migliori istituti musicali italiani. Toscano sosteneva pertanto la necessità di contributi straordinari per «ricostruire in pieno questa parte tanto vitale dell’Istituto», come qualche anno più tardi (1957) venne ribadito dal presidente commissario prefettizio Raffaele Fusilli, che sollecitava le amministrazioni locali e il Ministero a intervenire «per sostenere il Liceo e la biblioteca, completamente distrutta dalla guerra». Solo un anno dopo, nuovamente, Rosolino Toscano nella relazione finale indirizzata al Presidente e al Consiglio di amministrazione (datata 30 ottobre 1959) relativa all’attività del Liceo musicale dell’anno scolastico 1958/59, denunciava la lentezza nella ricostruzione del patrimonio librario, chiedendo l’acquisto di opere «indispensabili alla vita della scuola» e particolari cure per la ricostruzione della biblioteca, che, nonostante questa endemica e persistente fragilità strutturale, riuscì a radicarsi all’interno del contesto scolastico grazie anche alle donazioni delle raccolte librarie di alcuni docenti che ne riconobbero l’alto valore formativo, contribuendo non solo a ripristinare la raccolta bibliografica ma anche a ridefinire l’identità nel contesto culturale locale. Nel 1962, la Corporazione e l’annesso Liceo musicale si trasferirono nei locali del grande palazzo di proprietà di Antonio Filippone Mezzopreti Gomez, all’interno del quale, alla biblioteca venne destinata un’aula al primo piano di dimensioni ridotte, condivisa con i Professori. In questi stessi anni vennero acquisite pubblicazioni finalizzate alla ricostruzione della biblioteca, sulla scia delle raccolte librarie delle biblioteche dei principali conservatori italiani, e anche docenti di passaggio arricchirono di senso storico il patrimonio bibliografico. Negli stessi anni, l’interesse per l’avanzamento degli studi musicologici in Italia porta la direzione del Liceo alla sottoscrizione di periodici come la «Nuova Rivista musicale italiana» (dal 1965). Quando, a partire dal primo ottobre 1969, il Liceo musicale passa alle dipendenze dello Stato trasformandosi nel Conservatorio di musica “L. D’Annunzio”, nella pianta organica del personale compare la figura del bibliotecario, che venne ricoperta dal 1970 al 1978 da Giulio Cesare Casellato, affiancato dalla docente di Storia ed estetica musicale Maria Elisabetta Ancona nell’anno 1974. Anche negli anni ’70 continuano le donazioni con un nucleo di circa 200 volumi di musica a stampa appartenenti al pianista Enrico Rossi Vecchi. A seguito della trasformazione del Liceo in Conservatorio, si registra anche un incremento degli abbonamenti ai periodici di studi musicologici come la «Rivista italiana di musicologia» (dal 1977). Negli anni ’80-‘90, i docenti continuano a incrementare il patrimonio bibliografico con donazioni e lasciti testamentari delle proprie raccolte librarie: risale agli anni ’90 la donazione di musica organistica e sacra di Elisa Luzi, docente di Organo dal 1969 al 1980 e, alla fine degli anni ’90 quella di oltre 200 volumi provenienti dalla biblioteca del collezionista Nicola Tosques, prevalentemente costituita da monografie di letteratura musicologica. Tra questi, numerosi volumi recano autografi di interpreti famosi, che Tosques raccolse durante i numerosi concerti cui aveva assistito. Negli anni 2000 sono inoltre da segnalare il lascito di circa 250 esemplari, prevalentemente di musica vocale, di Maria Vittoria Romano, docente di Canto Lirico dal 1976 fino al 1989, la donazione di una raccolta di 28 partiture in Braille (2010) appartenuta alla pianista non vedente Ilde Colangelo e quella del docente Mauro Pappagallo (2013) che dal 1989 fu titolare della cattedra di Organo, costituita da una raccolta di musica per strumenti a tastiera e viola. Nel 2017 riveste particolare importanza la donazione delle riproduzioni dei manoscritti originali delle composizioni di Lino Liviabella, Tra le recenti accessioni, vanno ricordate la donazione del materiale appartenuto a Ida Leo Lattanzio Flajano (2022), che riveste una particolare importanza per ricostruire una parte della storia della musica pescarese e Infine, ad aprile 2024, il Conservatorio ha acquisito il fondo di musica Braille appartenuto al pianista e compositore non vedente Luciano Lanfranchi, che, seppure in forma embrionale, ha consentito alla biblioteca di farsi strumento per avviare attività collegate alla Terza missione.
Patrimonio: La biblioteca del Conservatorio possiede a tutt’oggi circa 25.000 unità bibliografiche consistenti in volumi di musica a stampa (partiture, parti staccate, spartiti), dischi in vinile e cd che spaziano nel repertorio dei secoli XV-XXI, con particolare riguardo alle necessità didattiche e performative di docenti e allievi del Conservatorio. Fin dai suoi primi anni di vita, la biblioteca è stata arricchita con l’acquisto di collane editoriali dedicate alla valorizzazione di patrimoni musicali ritrovati e alla ricognizione e catalogazione dei principali fondi musicali nazionali conservati in archivi e biblioteche italiane (cataloghi di biblioteche e fondi archivistici, collezioni musicali e musicologiche, studi inerenti collezioni pubbliche e private), oltre che con volumi monografici dedicati a bibliografie e progetti di ricerca varati dalla Società italiana di musicologia e dalle associazioni regionali per la ricerca delle fonti musicali italiane. Una parte rilevante è inoltre costituita da enciclopedie, dizionari, opera omnia, repertori (RISM serie A/I, B e C) e da una copiosa raccolta di volumi di letteratura musicologica che, sebbene presenti una conformazione generalista, conserva alcuni volumi rari e unici sul territorio nazionale. Nel corso degli ultimi anni, il patrimonio bibliografico si è arricchito grazie alla donazione di collezioni private spesso di grande interesse anche bibliografico, proprio alla luce della loro integrità, omogeneità e specializzazione. Tra queste si segnalano quella delle partiture in Braille appartenute a Ilde Colangelo, e la collezione di musica Braille corrispondente alla biblioteca privata del pianista e compositore Luciano Lanfranchi (Leffe, 27 novembre 1935 – Camogli, 26 novembre 2022).
Fonoteca. Costituita da oltre 2000 documenti (CD audio, dischi in vinile e musicassette), 500 dei quali inizialmente acquistati dal Liceo musicale e, a partire dagli anni ’70, dal Conservatorio, e i restanti provenienti dalla donazione di Franco e Ilde Pietrostefani che, nel 2017, ha sancito l’istituzione formale della fonoteca del Conservatorio ad essi dedicata, comprende documenti sonori appartenenti a vari generi musicali, dalla musica antica a quella contemporanea e jazz e restituisce tracce della storia dell’attività didattica e performativa dell’Istituto, conservando edizioni rare, talvolta recanti dediche di docenti e interpreti.
Cataloghi
Dal 2019 la biblioteca è entrata a far parte del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) ed è stata avviata la catalogazione informatizzata del patrimonio, disponibile anche nell’OPAC del POLO SBN di Pescara-Chieti
Come accedere alla Biblioteca?
La Biblioteca del Conservatorio è situata al piano terra di Palazzo Mezzopreti in viale Leopoldo Muzii.
L’accesso è consentito ai docenti, agli studenti e all’utenza esterna all’Istituto. I servizi resi dalla biblioteca sono disponibili per tutte le tipologie di utenza, sia interna che esterna
L’apertura si effettua dal lunedì al venerdì con i seguenti orari:
Lunedì: 10.00-13.00 ; 15.00-17.00
Martedì: 10.00-13.00
Mercoledì: 10.00-13.00
Giovedì: 10.00-13.00 ; 15.00-17.00
Venerdì: 10:00-13:00